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La rumoristica svolge in Succo di mela un compito essenziale. Il suono che apre il corto è riconoscibilissimo: una campanella che riecheggia nel corridoio per quasi 15 secondi. Questo suono svolge varie funzioni:
- contestualizzante: ci fa subito comprendere che ci troviamo a scuola;
- psicologica: la sua tonalità acuta comunica un’immediata e inspiegabile tensione;
- narrativa: lo stesso identico suono si riascolta nella sequenza finale, come per chiudere simmetricamente il racconto e sottolinearne il non-cambiamento: la Vittima è diventato il Bullo, allo stesso modo per cui un’eco è la replica di un suono precedente.
- tematica: svela cioè la presenza di un Ordine, di un’istituzione scolastica regolata da orari e consuetudini. Un Ordine che però resta fuori campo: la campanella non è vista, ma solo ascoltata. Allo stesso modo, nessun adulto appare nel video. Come se questa scuola abbia abbandonato la Vittima a sé stessa.
Sempre nella scena del corridoio, un’importante funzione tragicomica è assolta da una doppia caduta: le merende gettate via dal Bullo, la Vittima che le segue subito dopo. La tripla caduta del ragazzo produce un tonfo secco e pesante, che svolge quasi una funzione “grammaticale”: un “punto e a capo” che ci fa velocemente scorrere alla scena successiva.
Altra presenza fondamentale è il rumore dei passi del Bullo (quando entra nell’aula dei mangiatori di pizza) e della Vittima (quando entra in Sala Computer), che come già detto si rifanno alla tradizione del western e del poliziesco.
Un effetto ritmico e pieno di tensione è dato dai frammenti di pizza gettati tra i banchi degli alunni, che si fonde bene col tintinnio del grosso mazzo di chiavi che porta appeso al cinturino.
Nel buio della Sala computer spicca un suono brevissimo: la cannuccia che penetra nel succo. Questo suono riecheggia simmetricamente con quelli in casa della Vittima, dal sapore quasi chirurgico: la lenta apertura della siringa, e l’ago che buca il cartone.
Un forte connotato drammatico è dato infine dalla caduta dei leggii che il Bullo trascina con sé nel suo malore: un crollo stridente, metallico, che esprime un pesante malessere.







