______________________________
SCELTA DEL TEMA
Nell’anno scolastico 2008/09 viene avviato il progetto del corto Succo di mela, al quale partecipa la classe 3ª C del plesso Curzi di San Benedetto del Tronto (AP). Si partiva dalla necessità di motivare ulteriormente verso attività produttive alcuni alunni particolarmente vivaci, che però nell’anno precedente avevano dato prova di riuscire nelle attività di gruppo.
La prima domanda era: cosa raccontare? Quale dovrà essere il soggetto del nostro corto? Un importante spunto viene offerto dalla partecipazione nel novembre 2008 al concorso nazionale di video scolastici Sottodiciotto Film Festival di Torino, dove i ragazzi hanno potuto confrontarsi con i video prodotti da tantissime scuole di tutta Italia. Numerosi erano i film che affrontavano l’argomento del bullismo, diversi uno dall’altro, ma tutti accomunati da un improbabile lieto fine, certo auspicabile ma assai poco corrispondente alla realtà dei fatti.
Nasce così l’idea di realizzare una storia dai contenuti surreali e grotteschi che non si discostasse da alcune fantasie che si affacciano nella mente dei ragazzi, e che desse la possibilità di liberare al meglio le capacità espressive tipiche dell’età preadolescenziale. L’obiettivo finale era di allontanarsi da vicende che “imitassero” la realtà, ma che, creandone una nuova, né consolatoria né didascalica, sviluppasse un nuovo pensiero e una più acuta interpretazione critica.
CREAZIONE DI UN PERSONAGGIO
Da dove comincia una storia? Da un luogo, da una situazione, oppure da un personaggio centrale. Proviamo dunque a redarre (sia pure per brevi accenni) un profilo psicologico del Bullo, una sua “carta d’identità” che potrà servire da fonte d’ispirazione per le situazioni narrate nel cortometraggio.
Carattere aggressivo e ostilità verso il prossimo. Un sentimento spesso generato da esperienze negative con genitori e parenti, ad esempio il sentirsi non amati e/o controllati.
Basso livello di empatia. Resta insensibile all’evidente sofferenza del prossimo.
Forte influenza di modelli aggressivi, provenienti dalla vita reale e/o da film e video violenti.
Si compiace della sottomissione altrui. Trova gratificante dominare i suoi compagni e ottenere da loro complicità e/o remissività.
È convinto che la prepotenza paghi. In molti ambienti scolastici il bullo è ammirato dai compagni. Riesce ad ottenere tutto ciò che vuole e ha meno probabilità di essere attaccato o criticato.
Si ribella alla “monotonia” dell’ambiente. Le sue azioni violente sono un mezzo per rendere meno “noiosa” la vita scolastica.
Crede che il proprio comportamento sia divertente, specialmente quando si fa parte di un gruppo che molesta qualcuno.
Crede che alcuni individui meritino di essere maltrattati. Ad esempio, persone di diverso orientamento sessuale, etnia o religione.
È convinto che sia la vittima a provocare lo scontro. Paradossalmente, il Bullo considera il proprio comportamento come una “vendetta”.
Non vuole cambiare e non pensa che ciò sia possibile. Il Bullo è sempre stato trattato come un soggetto problematico, ed è dunque convinto che questa situazione si protrarrà per tutta la vita.
Questo, a grandi linee, è il Bullo che verrà raccontato nel nostro corto. Da questa figura scaturiranno tutte le altre, gli ambienti in cui si muoveranno, la narrazione che li porterà da un punto iniziale ad un punto finale. Si può dunque passare alla stesura di un primo Soggetto .
_________________
[ fonte bibliografica: Che cos'è il bullismo di Mario di Pietro ]







